Udine, famiglia sfrattata di casa chiede rifugio in canonica: ma è destinata ai migranti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:55

L’accoglienza non è uguale per tutti i bisognosi. A Majano, provincia di Udine, una famiglia italiana in gravissime difficoltà economiche è stata sfrattata e dovrà lasciare la sua abitazione il 26 settembre. Si tratta di una famiglia con a carico due bambini piccoli, loro madre è anche malata ed ha bisogno di costanti cure.
La famiglia friulana, l’8 agosto, ha chiesto aiuto al prete della parrocchia di Majano, sperando di poter ottenere un tetto sopra la testa prima di essere sfrattati a settembre.

Fra poche settimane saremo su una strada. Ci dispiace disturbarla. Ma abbiamo saputo che la canonica di Comerzo è in fase di ristrutturazione; abbiamo due figli piccoli. Io sono affetta da numerose patologie degenerative e ho fatto richiesta di invalidità civile. Prego ogni giorno che dalla sommatoria di tante disgrazie possa scaturire una piccola pensione di invalidità”.
La frase che fa comprendere tutta la loro disperazione è quella che segue: “ alternativa, mio marito è disposto a vendere un rene. Abbiamo bussato a tante porte proponendo questo importo ma nessuno ci ha detto di sì, nonostante l’abbondanza di immobili liberi”.

Don Emmanuel, lei è l’ultima speranza, la nostra ultima spiaggia (…) Il nostro desiderio più grande è di poter vivere in pace, lavorare, crescere in nostri figli e morire in terra natia, il Friuli”.
Il problema è che quella stessa canonica è destinata ad una quindicina di richiedenti asilo che dovrebbero andare nella canonica di Comerzo, come suggerito dalla Caritas di Udine. Se così avvenisse, su richiesta della Caritas, la famiglia non avrebbe più un posto dove andare.
Sul caso è intervenuta anche Forza Nuova: “Giuntaci voce del possibile arrivo di una quindicina di richiedenti asilo nel comune di Majano, affermiamo fin da ora che siamo pronti e manifesteremo senza dubbio per impedirlo”.

Roversi MG.

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