L’esperto: “Attenzione agli imam radicali. Con Ius Soli non potremo espellere chi ci minaccia”

L’attenzione nei confronti dell’islam radicale, anche in Italia, si fa sempre più alta. Il livello di preoccupazione per gli imam radicali, che nelle loro moschee – autorizzate o improvvisate – fomentano odio contro l’Occidente, sale. Dopo l’attacco di Barcellona, dove un imam aveva fatto il lavaggio del cervello a qualche ragazzo di neanche 20 anni, il timore che questo stia già avvenendo e possa avvenire ancora è concreto. Il direttore del sito Analisi Difesa, commentatore di geopolitica per Il Sole24Ore ed Il Foglio, Gianandrea Gaiani, si è fatto intervistare da Il Resto del Carlino e spiega in che modo le moschee possano diventare una minaccia per l’Italia.

Innanzitutto, da chi sono finanziate queste moschee in Italia? “I soldi arrivano alle moschee dei Fratelli Musulmani per lo più dal Qatar e dalla Turchia e a quelle dei salafiti dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti”.
“Uno studio di Michele Groppi ci ha detto che due anni fa 108 centri culturali e moschee erano in mano a estremisti” dice l’esperto “Abbiamo solo un vantaggio, un vantaggio che vorrebbero annullare con lo ius soli”.

Qual è? “Che di solito quando trovi un estremista è uno straniero e quindi puoi cacciarlo, mentre i francesi hanno diecimila connazionali islamici contrassegnati con la fiche S, quella dei potenziali pericoli per la sicurezza dello Stato. La Germania ha censito settemila salafiti. Non si possono schierare decine di migliaia di agenti che li seguono ventiquattro ore su ventiquattro. È chiaro che questo humus sfornerà tonnellate di terroristi del livello di quelli di Barcellona”.
Non si può espellere un italiano. Se ad essere italiano è un musulmano estremista, non si può espellerlo dal territorio nazionale. Questo è un concreto rischio dello Ius Soli nonché uno dei motivi per cui si cerca di osteggiare questa misura, più che mai in un periodo storico come questo.

Roversi MG.