Napoli, morì per soccorsi in ritardo ma c’erano ambulanze disponibili: 5 a rischio licenziamento

Mario D’Aiello è morto in stazione a Napoli, la sera del 3 agosto, perché nessuna ambulanza è venuto a soccorrerlo. L’uomo si era sentito male mentre attendeva un amico alla stazione ferroviaria: un episodio dovuto alla sua malattia, la talassemia. D’Aiello iniziò a vomitare sangue e quindi si accasciò a terra. Subito vennero chiamati i soccorsi, ma al centralino risposero che ‘non c’erano ambulanze disponibili’. Quando i soccorsi arrivarono, venti minuti dopo, l’uomo era già deceduto.

Ora invece si viene a sapere che potrebbe essersi trattato di un episodio di malasanità, in quanto le ambulanze disponibili erano due nella zona, e nessuna è intervenuta. Un’indagine interna ha dimostrato che quella sera c’erano due ambulanze disponibili, che avrebbero, forse, potuto salvare la vita all’uomo. É stato avviato un procedimento disciplinare per quatto infermieri ed un medico, che ora rischiano il licenziamento per quanto avvenuto.

L’indagine è stata avviata dalla commissione interna voluta dal governatore Vincenzo De Luca il giorno seguente alla tragedia. Le due ambulanze disponibili si trovavano a Scampa e a Crispi e avrebbero potuto soccorrere l’uomo molto prima dei venti minuti di attesa.
Il dottor Ciro Galano, responsabile della centrale 118, ha detto: “Dopo aver effettuato le indagini interne, abbiamo avuto l’inspiegabile certezza che il comportamento degli operatori non è stato adeguato. Ho denunciato prima l’accaduto alla commissione costituita da De Luca, poi ho avviato la procedura disciplinare”.

Roversi MG.