India, vent’anni al guru religioso accusato di stupro

Due condanne da dieci anni l’una: questo il verdetto del processo nei confronti di Gurmeet Ram Rahim Singh, leader dell’associazione socio-spirituale Dera Sacha Sauda, accusato di aver compiuto due stupri ai danni di due giovani seguaci, all’incirca 15 anni fa.

Oltre ai vent’anni di carcere, il giudice di un tribunale della polizia criminale (Cbi) a Rohtak, nello Stato di Haryana, ha inflitto anche 40.000 euro di multa al leader religioso.

Stavolta non si sono ripetute le proteste e le violenze che i seguaci del guru hanno praticato per tutta la giornata di venerdì, quando il magistrato aveva annunciato il verdetto di colpevolezza. Nella capitale New Delhi si sono vissute ore di grande tensione, con un bilancio di 38 morti, oltre 350 feriti, 1.000 arresti e gravissimi danni materiali.

In occasione della pena, come detto, nessuno scontro e niente manifestazioni di piazza, probabilmente anche per via dell’imponente spiegamento delle forze dell’ordine intorno al quartier generale dell’associazione a Sirsa e in molte altre località. Ad influire sulla reazione ‘pacifica’ senza dubbio anche l’appello fatto ieri dal premier Narendra Modi, che aveva invitato a non trascendere in episodi violenti per motivi religiosi. Un altro motivo riguarda probabilmente anche la lunghezza della pena, minore rispetto al previsto: Gurmeet Ram Rahim Singh rischiava infatti l’ergastolo.