L’infermiere killer che uccise 84 pazienti: li avvelenava e poi cercava di rianimarli per fingersi eroe 

Non sappiamo e forse non sapremo mai quante persone abbia ucciso Nils Hogel, l’infermiere tedesco che si trova in carcere – condannato all’ergastolo – per due omicidi. Ora la Procura ha detto di avere a suo carico le prove di almeno 84 omicidi, 30 dei quali avrebbe già confessato. E le sue vittime, in realtà, potrebbero anche essere di più, ma molte sono state cremate e non sono più possibili ulteriori accertamenti.

L’infermiere lavorava all’ospedale di Delmenhorst, vicino a Brema, nel reparto di terapia intensiva.
Nils Hogel non uccideva i pazienti perché erano in fin di vita e provava un distorto senso di compassione. No, Nils Hogel uccideva deliberatamente persone che non correvano neppure pericolo di vita, forse per puro sadismo, forse per sentirsi onnipotente.
Iniettava nelle vene dei pazienti un farmaco che bloccava il sistema cardio-circolatorio e quindi, dopo aver ucciso la vittima, si faceva vedere dai colleghi mentre tentava disperatamente di rianimarla.

Si assicurava che ci fosse qualche collega in corsia a vederlo mentre fingeva di disperarsi per salvare le persone alle quali, pochi secondi prima, aveva iniettato una dose mortale di farmaco. Si fingeva un eroe, voleva che tutti lo vedessero mentre cercava di salvare chi aveva appena ucciso con le sue mani. Un circolo perverso, che non si sa quante vittime abbia precisamente fatto.
Ora, al di là delle indagini, rimane un tremendo dubbio: per quanti anni Hogel ha ucciso pazienti indisturbato? Si sarebbe potuto fermare prima?

Roversi MG.