Marocchino pregiudicato espulso dall’Italia: voleva avvelenare la rete idrica di Roma

Un marocchino di 37 anni, già detenuto per spaccio e detenzione di droga, è stato espulso ieri sera per aver detto di voler avvelenare la rete idrica di Roma. Si chiama Laaraj Noureddine ed ha 37 anni il marocchino che ieri è stato rimandato in Marocco con un provvedimento firmato dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti, per ‘motivi di sicurezza dello Stato’.

L’uomo era già in carcere ed era sotto osservazione speciale perché nel 2015, in occasione dell’attentato al Museo del Bardo in Tunisia, nella capitale (nel corso del quale erano rimasti uccisi anche turisti italiani) aveva espresso tutta la sua contentezza per quanto avvenuto, dicendo che si era tratto di “una giusta risposta all’intervento militare della Coalizione internazionale nei Paesi di religione musulmana”. Non solo: il 37enne aveva anche tentato violenza ad un altro carcerato, organizzando nei suoi confronti una spedizione punitiva, in quanto il carcerato si lamentava dei rumori fastidiosi fatti dal loro gruppo di preghiera.

Ora si era vantato di fronte ad alcuni testimoni di poter entrare senza fatica nel Vaticano per compiere atti di violenza e di poter avvelenare la rete idrica di Roma.
L’uomo è stato accompagnato con volo diretto in Marocco, con aereo partito da Fiumicino. Si tratta del 71esimo rimpatrio dall’inizio del 2017.

Roversi MG.