“Era di cattivo umore al momento”: giudice svedese non espelle immigrato che stuprò 15enne disabile 

Caso scioccante in Svezia, dove un giudice ha rifiutato di espellere un afghano, richiedente asilo, che ha violentato una ragazza di 15 anni disabile per un’ora e mezza perché ‘era molto scosso’ dal fatto di aver subito delle sofferenze nel suo Paese di origine, secondo la spiegazione del giudice.

La ragazzina era stata portata in una zona isolata ad Arlöv, Svezia. Era stata stuprata da due immigrati, i quali, al termine delle violenze, le hanno detto: “Se baci qualcun altro ti ammazzerò”. La ragazzina è corsa dalla madre subito dopo le violenze, dicendo in lacrime cosa era appena accaduto.La 15enne ora è traumatizzata, fa fatica a uscire di casa ed ha il terrore degli uomini.

Uno dei due colpevoli aveva mentito alla corte dicendo di essere 15enne (quando era 18enne) per evitare di essere espulso. Fu il Swedish National Board of Medicines a dichiarare che non si trattava di un minorenne, ma di un adulto. In ogni caso, l’afghano non è stato espulso nel Paese di origine perché la corte che doveva giudicarlo ha detto che al momento dello stupro il migrante ‘non stava bene, era cdi cattivo umore’ a causa delle violenze subite in Afghanstna.

Secondo la corte, nel giudicare l’afghano bisogna tenere conto che è ‘una persona giovane, appena 18enne, che non stava bene al momento del fatto, aveva tentato tre volte il suicidio mentre era in Svezia, mentre la situazione in Afghanistan non è affatto sicura (per un suo rientro dopo l’eventuale espulsione, ndr)’.

Roversi MG.