Stupro Rimini, Butungu si difende: “Io non ho violentato nessuno”

Io non ho stuprato nessuno” questa la posizione presa davanti al pm di Rimini da Guerlin Butungu, ventenne congolese accusato di essere il capo del branco che ha commesso i due stupri di Miramare. Il richiedente asilo si è detto estraneo alle violenze di quella sera e agli inquirenti ha riferito i dettagli della sua serata: “Dopo essere stato ad una festa in spiaggia, bevuto un drink e mezzo, mi sono addormentato. Quando mi sono svegliato ho incontrato dei ragazzi che mi hanno offerto di acquistare un orologio e un telefonino probabilmente rubati, e così ho fatto”, giustificando in questo modo i fotogrammi che lo mostrano in compagnia degli altri tre immigrati accusati degli stupri.

Butungu, esattamente come i tre minorenni che si sono consegnati volontariamente alla giustizia, ha detto di riconoscersi nelle immagini, ma la sua versione dei fatti differisce totalmente da quella dei presunti complici: i due ragazzi marocchini (15 e 17 anni) e il ragazzo nigeriano (16 anni), infatti, avevano riferito alla polizia di essere stati costretti da Butungu ad avere rapporti sessuali con le vittime e di essere rimasti scioccati da quanto accaduto al punto di voler confessare la sera stessa delle aggressioni. I ragazzi hanno aggiunto che quella sera, però, ha prevalso la paura e che solo giorni dopo hanno trovato il coraggio di fare la cosa giusta.

Gli inquirenti dovranno verificare tutte le circostanze emerse dagli interrogatori, Butungu è stato trovato in possesso di un orologio e di un telefono che risultavano rubati a due ragazzi italiani la stessa sera degli stupri. Sempre quella notte ci sarebbero stata altre tre rapine in spiaggia, tutte con le stesse modalità. Gli investigatori dunque raccoglieranno le testimonianze di tutti quelli che hanno presentato denunce contro ignoti per fare luce sui fatti di quella sera. Nel frattempo dalla Polonia viene richiesto il permesso di estradizione nei confronti del branco.

F.S.