Doping Olimpiadi, assolti 95 atleti russi su 96. I legali: “Vogliamo risarcimento dei danni”

Un’intera Nazione squalificata dalle Olimpiadi per nulla. Prove insufficienti, e 95 atleti russi su 96 sono stati assolti dall’infamante accusa di fare uso di doping. Nei documenti dell’Agenzia Mondiale Antidoping, la WADA, secondo il New York Times, il direttore generale Olivier Niggli scrive “Le prove disponibili non sono state sufficienti per sostenere, contro questi 95 atleti, l’accusa relativa una violazione delle norme antidoping”. Non c’è riferimento all’identità degli atleti.

La commissione indipendente della WADA aveva accusato oltre mille atleti russi di essere favoriti dalla ‘manipolazione dei test antidoping’ e ora arriva la notizia dell’archiviazione di quasi 100 casi. La vicenda era scoppiata nel 2015, quando una giornalista tedesca, dopo le Olimpiadi di Sochi, aveva condotto un’inchiesta ed aveva sostenuto che ‘tutti gli atleti russi’ che facevano sport ad alto livello ‘facevano uso di doping’.

Da qui l’esclusione della nazionale russa alle Olimpiadi e alle Paralimpiadi di Rio. Addirittura in tanti, unendo l’attacco politico (sicuramente prevalente) assieme a quello delle accuse della giornalista, avevano parlato di ‘doping di Stato’. E neppure ora, che risulta che gli atleti, ingiustamente tenuti al di fuori delle Olimpiadi, sono stati assolti, ce ne si fa una ragione: secondo l New York Times, la Russia ‘avrebbe distrutto le prove’. Ma già nel febbraio scorso, la WADA ritenne che il dossier della commissione indipendente che era guidata all’avvocato canadese Richard McLaren non contenesse prove a sufficienza. E se è vero che senza prove chiunque è innocente, non si capisce che senso abbia continuare a gettare ombre sulla Russia.

Il giurista dell’associazione degli Avvocati della Russia, Sergey Alexeev, non ha dubbi: “Purtroppo il vero motivo di questo attacco sul doping contro la Russia era non far gareggiare gli atleti russi in un determinato momento”. E ha detto che verrano richiesti risarcimenti ‘sia materiali che morali’.

Roversi MG.