Giudice di Trento choc: “Avvocato taccia, qui siamo in un posto civile, non a Palermo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:55

Avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo”. È stato più o meno questo quello che il giudice Carlo Ancona, Presidente del Tribunale del Riesame di Trento, ha pronunciato nel corso di un’udienza tenutasi ieri a Trento. Il destinatario dell’infelice frase, carica di risentimento e pregiudizio verso il sud Italia, è stato l’avvocato Stefano Giordano, figlio del presidente del Maxiprocesso di Palermo, Alfonso Giordano. L’avvocato si è detto ‘preoccupato per quanto accaduto’.

“È un fatto gravissimo oltre che una frase razzista. Ieri mi trovavo al Tribunale di Trento per una udienza di rinvio al Tribunale del Riesame, quando è avvenuto un fatto increscioso” racconta Giordano.
“Il presidente del Tribunale del Riesame, il dottor Carlo Ancona nel condurre l’udienza con un indagato palermitano e con il sottoscritto come difensore, mi ha impedito di svolgere la mia arringa, proferendo la seguente frase: ‘Avvocato, lei taccia, perché qua siamo in un posto civile, non siamo a Palermo‘. A questo punto, ho chiesto, e solo dopo numerosi sforzi, ho ottenuto la verbalizzazione di quanto accaduto”.

L’avvocato denuncia anche di non essere riuscito ad ottenere dalla cancelleria del Tribunale trentino la copia del suddetto verbale. Ma dice: “Ho già concordato con il presidente del’Ordine di Palermo, l’avvocato Francesco Greco, di redigere insieme un esposto che sarà prontamente comunicato al Csm e alle altre autorità istituzionali competenti”. La frase, quindi, arriverà fino al CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura.

Roversi MG.

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