Rubò 15mila euro alle Poste: il giudice lo reintegra e ordina pagamento stipendi arretrati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:25

Questa vicenda potrebbe avere del simpatico, se non fosse che è avvenuta davvero. Un addetto di Vasto all’ufficio delle Poste Italiane è stato condannato e quindi licenziato perché aveva sottratto 15mila euro dalla cassaforte della quale aveva le chiavi.

Il fatto era avvenuto nell’estate del 2012. P.R., 58 anni, è stato condannato l’anno scorso ad un anno e nove mesi per appropriazione indebita. Ora però il giudice del Lavoro di Chieti ha disposto la sua reintegrazione, annullando il licenziamento, e non solo: ha ordinato a Poste Spa di pagarli anche un anno di stipendi arretrati e tutte le spese legali. Una vicenda, questa, che sta facendo davvero discutere l’Italia.

Il motivo di questa decisione che a tanti sembra assurda?
Secondo il giudice del Tribunale del Lavoro di Chieti, Ilaria Pozzo, Poste Spa ha sbagliato a trasferire il dipendente a Chieti e a sospenderlo in attesa del processo di primo grado che lo condannasse per appropriazione indebita. Secondo il giudice Poste Spa avrebbe dovuto licenziarlo subito: avendo deciso di attendere la condanna penale per appropriazione indebita, ha commesso un errore, secondo il giudice.

“La società disponeva sin dal 2012 di tutti i dati sufficienti per procedere a una contestazione disciplinare” si legge nella sentenza. Quindi l’attesa della sentenza di condanna penale è stata non giustificabile, e il licenziamento ‘tardivo’.
Ed ora l’impiegato infedele è stato reintegrato. E commenta tutto contento al quotidiano Zonalocale: “Sono contento di poter ricominciare a lavorare. Sto rivedendo la luce e, con me, la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto”.

Roversi MG.

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