Prevedere i terremoti? I satelliti potrebbero fornire indizi utili

Le rilevazioni satellitari potrebbero aiutare a capire dove si potrebbe verificare nel breve termine un forte terremoto. La ricerca, condotta dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria civile e meccanica dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale e il Dipartimento di Ingegneria Ccvile, edile-architettura e ambientale dell’Università dell’Aquila, è iniziata nel 2011 e sta ottenendo buoni risultati. Ma la strada è ancora molto lunga, come precisano gli stessi studiosi.

In sostanza, le tecniche interferometriche satellitari potrebbero fornire informazioni utili sulla probabilità più o meno elevata di un evento sismico in un determinata zona in quanto sono in grado di misurare le deformazioni della superficie terrestre.

Il caso di studio al vaglio del gruppo di ricerca è quello relativo al terremoto dell’Aquila. Tre anni prima del tragico sisma, i satelliti avevano infatti rilevato un abbassamento del suolo di un centimetro e mezzo in un’area vicina alla zona dell’epicentro.

“La deformazione osservata prima del terremoto – spiega Marco Moro, ricercatore Ingv e primo autore del lavoro – è stata indotta dal cedimento di alcuni livelli stratigrafici, causato dal progressivo abbassamento delle falde acquifere superficiali, determinato, a sua volta, dalla migrazione dei fluidi in profondità”. Ecco perchè, spiega Moro, “l’osservazione dell’andamento nel tempo delle deformazioni, in zone sismicamente attive, potrebbe in un prossimo futuro rappresentare un utile strumento di previsione di eventi sismici”.

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