“Ryanair non rispetta i lavoratori”, la verità raccontata da un pilota

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:18

Niente ferie, nè malattia, nè tantomeno contributi. La crisi Ryanair, scatenata dal fuggi fuggi generale dei piloti, sarebbe causata dal mancato rispetto dei diritti dei lavoratori da parte dell’aviolinea irlandese.

A raccontarlo è un pilota 30enne che ha da poco lasciato la compagnia per accasarsi da una concorrente. L’uomo, che ha chiesto di restare anonimo, ha raccontato all’Adnkronos la sua verità e ha descritto le condizioni di lavoro a cui vengono sottoposti i piloti in Ryanair.

“La compagnia fornisce una retribuzione ‘lorda’ per ora di volo schedulata ed effettuata – afferma il pilota – senza alcuno stipendio base, malattia e ferie pagate. In media un pilota vola circa 80 ore al mese, a volte può volarne 60 o 90 ma non va mai oltre le 90 ore in 28 giorni, è una regola europea. Con la retribuzione oraria a 20 euro di Ryanair, si arriva a guadagnare anche diverse migliaia di euro al mese, ma senza ferie, nè malattie pagate, nè contributi”.

In sostanza, spiega il pilota, si lavora con obblighi da dipendente senza che però vengano rispettate le garanzie. Per questo molti piloti stanno emigrando verso altri lidi, ovvero verso quelle compagnie che invece forniscono “le condizioni adeguate, con benefit incredibili – sottolinea il pilota – dall’attenzione al dipendente, al rispetto della normativa, passando per la valorizzazione professionale e il coinvolgimento aziendale, tutte cose che a Ryanair ancora mancano”.