23 Settembre 1968: si spegneva a San Giovanni Rotondo Padre Pio, il “frate con le stimmate”

Il 23 Settembre di 49 anni fa, nel 1968, moriva a San Giovanni Rotondo Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nato il 25 Maggio 1887 a Pietrelcina, nel beneventano.

Proclamato Santo il 16 Giugno del 2002 da papa Giovanni Paolo II, a quasi 50 anni dalla sua scomparsa, il frate con le stimmate non cessa di attrarre fedeli, italiani e stranieri, per la sua fama, quand’era ancora in vita, di taumaturgo, e per la sua capacità di leggere nel cuore e nella mente delle persone.

Nel 1916 era arrivato a San Giovanni Rotondo (Fg), luogo che non avrebbe più lasciato fino al giorno della sua morte.

Qui a lungo si era prodigato nella direzione spirituale dei fedeli, nella riconciliazione dei penitenti e nella cura dei poveri e dei bisognosi, ricevendo frotte di pellegrini provenienti da ogni dove.

Il 20 Settembre 1918 il sacerdote sannita aveva ricevuto le stimmate, che restarono aperte e sanguinanti per 50 lunghi anni.

Vessato dal demonio, ma forte della sua fede nella Vergine Maria, il fraticello lottava incrollabilmente con “il cosaccio”, così come egli stesso chiamava il Maligno.

E alla madre di Gesù aveva dedicato la “Casa Sollievo della Sofferenza”, a San Giovanni Rotondo, attualmente uno degli ospedali più qualificati e attrezzati del Mezzogiorno.

Morì nella notte tra il 22 ed il 23 Settembre del 1968, a 81 anni. Nel momento in cui esalava l’ultimo respiro le piaghe della Passione di Cristo cessarono di sanguinare.

Così ricorda oggi le ultime ore del santo Padre Pellegrino Funicelli: “Poco dopo le ore 21 del 22 settembre 1968 […] Padre Pio per mezzo del citofono mi chiamò nella sua stanza: era a letto, coricato sul fianco destro. Mi domandò soltanto l’ora segnata dalla sveglia posta sul suo comodino. Dai suoi occhi arrossati asciugai qualche piccola lagrima e ritornai nella stanza n. 4 per mettermi in ascolto presso il citofono sempre acceso. Padre Pio mi chiamò ancora per altre cinque o sei volte fino alla mezzanotte; ed aveva sempre gli occhi rossi di pianto, ma di un pianto dolce, sereno. A mezzanotte come un bambino pauroso mi supplicò: “Resta con me, figlio mio”; e cominciò a chiedermi con molta frequenza l’orario. Mi guardava con occhi pieni d’ implorazione, stringendomi fortemente le mani. Poi, come se si fosse dimenticato dell’orario richiestomi in continuazione, mi domandò: “Uagliò, a ditte a Messe?“. Risposi sorridendo: “Padre spirituale, è troppo presto adesso per la Messa”. Ed egli replicò: “Beh, stamattina la dirai per me”. Successivamente volle confessarsi e terminata la sua sacramentale confessione disse: “Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai confratelli ed ai figli spirituali una preghiera per l’ anima mia“.

Oggi molte parrocchie del Sannio hanno aperto i festeggiamenti in onore di questo personaggio dalla storia umana e spirituale straordinaria che soleva costantemente dichiarare: “Io amo i miei figli spirituali al pari dell’anima mia e più ancora. Li ho rigenerati a Gesù nel dolore e nell’amore. Posso dimenticare me stesso, ma non i miei figli spirituali, anzi assicuro che quando il Signore mi chiamerà, io gli dirò: “Signore, io resto alla porta del paradiso; Vi entro quando ho visto entrare l’ultimo dei miei figli”.

MDM