Battuta di pessimo gusto da parte di Laura Cesaretti sul figlio di Di Battista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:02

Un tweet decisamente offensivo è stato pubblicato da parte della giornalista de ‘Il Giornale‘, Laura Cesaretti, nei confronti del primo figlio nato all’esponente del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista.

Il disgustoso tweet includeva un’allusione, neanche troppo velata, su una possibile patologia trasmessa di padre in figlio.

Ma hanno fatto l’amniocentesi?” questo il tweet che ha scatenato l’intero mondo del web contro la Cesaretti che, inizialmente, rispondeva agli insulti ricevuti con frasi del tipo “Del resto, con quel patrimonio genetico non poteva che essere un orrore, pora creatura” oppure “Io, che a differenza del poro Dibba sono lucida, ho evitato accuratamente di riprodurmi”.

La reazione negativa dei vari social ha spinto la giornalista a scusarsi: “Allora, mi dispiace per quelli che, in buona fede, si sono sentiti feriti e offesi da quella che era solo una battutaccia. Probabilmente di pessimo gusto (d’altronde le battute politically correct solitamente non sono battute), sicuramente trascurabile, ma solo una battutaccia. E ovviamente non c’entrava nulla l’innocente creatura di Dibba, cui auguriamo ogni bene e felicità, se mai c’entravano le vergognose campagne antiscientifiche portate avanti dal partito del genitore”.

Scuse sicuramente non molto sentite da parte della Cesaretti che non ha poi perso l’occasione di attaccare il partito politico di Di Battista in maniera piuttosto decisa.

“Ciò detto, e chiesto venia per il turbamento arrecato al mondo social, è stato interessante e anche inquietante vedere all’opera la spaventosa macchina del linciaggio a Cinque Stelle, che ha pilotato per ore ed ore fiumi di insulti e di minacce, tramite decine di account più o meno fasulli, contro la sottoscritta e chiunque si azzardasse a dire che la reazione apocalittica alla minchiata detta era un filo esagerata, e degna forse di miglior causa. Una macchina che, segnalerei anche ai colleghi indignati che chiedono la mia espulsione dalle scuole del Regno o il mio abbattimento, dovrebbe preoccupare un po’ più delle battute cretine del primo che passa. Ma ognuno si indigna come può e vuole, per carità“.

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