Spagna: la “legge Lgbt” accende le polemiche. Cattolici: “Inammissibile e liberticida”

Sta facendo molto discutere, la legge arrivata in questi giorni sui banchi parlamentari di Madrid che affronta il tema dell’uguaglianza di genere e della transessualità. La “legge Lgbt“, come è stata subito ribattezzata, ha ricevuto critiche serrato sia dal Partito Popolare che dall’ala conservatrice del Parlamento, ma non solo. Anche il Partito socialista, che pure l’aveva ampiamente sostenuta, non ha mancato di sottolineare che necessita “di alcuni cambiamenti che la rendano più coerente e legale”.

In sostanza, il disegno di legge proposto dai partiti della sinistra spagnola, fra i quali rientrano Podemos, En Comì e En Marea, propone l’istituzione di un organo politico, l’Agenzia di Stato per i diritti Lgbt, incaricato di “combattere, prevenire, correggere e infine eliminare ogni discriminazione basata su orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere e caratteristiche sessuali”. Oltre ciò, esso prenderà in considerazione quelle iniziative atte a far sì che l’interpretazione sessuale abbracciata dalla comunità Lgbt possa trovare ambiti di diffusione e di pubblico confronto. In tal senso, saranno messi a disposizione del mondo della cultura fondi ad hoc affinché, nelle librerie delle città con più di 20mila abitanti, possano trovare spazio sugli scaffali libri inerenti al mondo Lgbt. Sarà inoltre istituito un Centro nazionale per la memoria storica del movimento Lgbt, che verrà finanziato pubblicamente. Un ruolo di rilievo verrà assegnato alla Felgbt (Federazione spagnola lesbiche, gay, transessuali e bisessuali) e alla comunità Lgbt, che potrà decidere come implementare le nuove politiche sociali in materia.

Aspre le pene per chi “esprima, utilizzando qualunque mezzo (specialmente internet), contenuti offensivi o vessatori contro le persone Lgbt o le loro famiglie sulla base di orientamento sessuale, identità di genere o caratteristiche sessuali”.. Previsti anche sostanziosi sgravi fiscali per le imprese che assumeranno persone Lgbt.

Dure le critiche dell’ala cattolica: “Dissentire diventerà impossibile e questo è inammissibile”, ha dichiarato il segretario generale dell’Alleanza evangelica spagnola, Jaume Llenas. Inoltre non convince l’istituzione di corsi obbligatori nelle scuole e nelle università per divulgare la visione della sessualità, e dell’individuo, che il mondo Lgbt ha a cuore di rendere pubblica. “Il genere è una categoria umana che può essere in costante evoluzione e come tale deve essere percepita come esperienza vitale, un cammino particolare nei tempi e nelle forme”. Un’interpretazione che presto potrebbe essere tutelata dalla legge.

 

Giuseppe Caretta