La storia di Laura: aggredita e resa disabile, il suo aggressore è tornato in Egitto ed è libero

La storia di Luana Zaratti è una di quelle che non si vorrebbe mai dover raccontare. Ma lo facciamo, perché a due anni dalla sua personale tragedia, su quello che è avvenuto non cali l’oblio. Luana lavorava come controllore Atac ed anche quella mattina del 2011, quando aveva 26 anni, si trovava su un bus di Roma dove stava per fare una multa ad un passeggero egiziano senza biglietto (e che si scoprirà poi non essere nuovo a queste aggressioni).

La ragazza stava multando l’egiziano, quando questi, per sfuggire alla sanzione, le ha sferrato una violentissima testata dritta in faccia. Lui è fuggito, Luana è rimasta a terra, urlante dal dolore e scioccata. Le lesioni furono gravi: frattura del setto nasale e trauma cranico. Luana era ridotta ad un vegetale, i medici riuscirono a salvarla ma purtroppo la ragazza non ha più recuperato del tutto le sue facoltà. Dopo due anni costretta a letto oggi riesce con fatica a camminare, a parlare, ma i danni sono irreversibili, questa ragazza sconterà la sua disabilità per tutta la vita.

E il suo aggressore? Lui è stato condannato a 14 mesi di carcere, ma non ha passato un giorno dietro le sbarre. È tornato in Egitto ed ha fatto perdere le sue tracce. Intanto per Luana le sofferenze non son finite: l’INAIL non ha riconosciuto l’incidente professionale. Quindi la ragazza riceve solo una piccola pensione di invalidità, meno di mille euro al mese, ma le sue spese mediche son superiori. I genitori, coi quali vive, cercano di fare il possibile.
E mentre sul web si moltiplicano gli appelli per chiedere giustizia per Luana, la sua condizione rimane quella del limbo terreno: una vita giovane e rovinata dalla crudeltà umana.

Roversi MG.

La sua intervista qui: http://mdst.it/03v758825/