Diktat ai sindacati di polizia: “Non rivelate ciò che accade nelle carceri”

Sarebbe lecito attendersi che all’interno degli istituti penitenziari ci siano le condizioni per portare a termine il lavoro richiesto, ovvero la restrizione della libertà dei neo condannati e il processo di recupero dei detenuti di lungo corso. Affinché un simile processo avvenga senza che si presentino delle falle è necessario che le condizioni di lavoro della polizia penitenziaria, e le condizioni dei detenuti siano le migliori possibili. Chiaramente se queste condizioni non sussistono è meglio che le informazioni a riguardo non vengano divulgate, al fine di non generare delle polemiche altrimenti inevitabili.

Probabilmente è tale scopo che Pietro Buffa in qualità di dirigente generale del personale presso l’ufficio ‘Relazioni Sindacali‘ della  Direzione Generale del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria il 28 settembre scorso ha inviato ai rappresentanti sindacali della Polizia penitenziaria la seguente nota: “Considerato che continuano a pervenire segnalazioni dalle Autorità Dirigenti periferiche circa la tendenza da parte di rappresentanti di Organizzazioni sindacali a diffondere notizie che riguardano le strutture penitenziarie, si ribadisce nuovamente a SS. LL. di attenersi alla scrupolosa osservanza della Ministeriale n. 270841 del 30 luglio 2014 di questo Ufficio”.

La risposta al comunicato l’ha fornita pubblicamente Donato Capece in qualità di portavoce della SAPPE (Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria): “Non dite ai giornali quel che succede nelle carceri per non compromettere la sicurezza dei penitenziari. E’ la sintesi di questa nota. Tentano di metterci il bavaglio perché li stiamo sbugiardando, ogni giorno, sui gravi danni che hanno prodotto e producono scelte di gestione penitenziaria criminogene come la vigilanza dinamica ed il regime detentivo aperto, che fa stare molte ore al giorno i detenuti fuori delle celle senza fare assolutamente nulla”.

Secondo Capece, dunque, sono stati fatti degli errori a livello amministrativo e questo ha condotto ad una situazione gestionale complicata che i dirigenti non vogliono che venga fatta presente, infatti nel documento si legge: “Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più e l’Amministrazione Penitenziaria guidata da Santi Consolo vorrebbe nascondere tutto ciò come ‘la sporcizia sotto lo zerbino’. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione”.

F.S.