Non solo Catalogna: il referendum della Crimea per l’indipendenza, dopo 3 anni, è ancora carta straccia

Non tutti i referendum sono uguali. Non tutti i popoli hanno diritto di autodeterminarsi. La volontà popolare vale un giorno sì ed uno no, a seconda di… a seconda di cosa?
Ce lo si deve chiedere se si riflette sul referendum che si è tenuto qualche giorno fa in Catalogna, per consultare la popolazione sull’indipendenza di questa regione della Spagna dal governo centrale di Madrid, e quello che si tenne nel marzo del 2014 in Crimea, penisola formalmente ucraina ma storicamente da sempre russa.

La popolazione della Crimea era chiamata a scegliere se annettere la penisola alla Russia oppure se rimanere in Ucraina.
Ebbene, 1,5 milioni di persone andarono alle urne ed il 98% della popolazione della Crimea scelse per l’annessione alla Federazione Russia.
Che cosa accadde? Formalmente nulla. Mentre migliaia di persone scesero in piazza a Sebastopoli e Simferopoli per festeggiare il risultato del referendum crimea, l’Unione Europea e gli USA bollarono subito quel referendum come ‘illegale’. Mentre l’Unione Europea, tre anni e mezzo dopo, ritiene del tutto possibile la consultazione popolare in Catalogna, nel 2014 si scagliò contro il risultato schiacciante del referendum della Crimea.

L’allora presidente USA Obama si azzardò a dire che “Gli Stati Uniti e la comunità internazionale non riconosceranno mai il referendum sulla Crimea e sono pronti con gli alleati europei a imporre ulteriori sanzioni alla Russia per le sue azioni”.
Poco prima, il presidente della Ue Herman Van Rompuy e quello della Commissione Ue José Barroso dichiararono che il referendum era “illegale e illegittimo”, e anticiparono che il suo risultato non sarebbe stato riconosciuto.

Il vice premier del governo della Crimea, Georgy Muradov, si schierò duramente contro la chiusura dell’UE. “Con questo l’UE mostra ancora di ignorare i diritti fondamentali dell’uomo, e in questo caso il diritto a delle libere elezioni” disse.
Perché l’Unione Europea è schierata a favore della libera espressione popolare in Catalogna e in una condizione del tutto uguale, nel 2014, dichiarò che non avrebbe riconosciuto la volontà del popolo della Crimea? Perché la volontà del 98% delle persone che vivono in Crimea è da considerare nulla? A tre anni dall’adesione della Crimea alla Russia (votò a favore il 98% della popolazione) la volontà popolare non è stata ancora rispettata e la Crimea è ancora considerata ucraina.
Dopo il referendum l’Ucraina reagì duramente per punire la Crimea, tagliando le linee elettriche, cercando di piegare la popolazione con un embargo illegale (e poco pubblicizzato). Tre anni dopo, la Crimea non demorde, ma sembra dimenticata dal mondo.

Roversi MG.