Il racconto del pentito è agghiacciante: “Il boss giocava a calcio con le teste delle vittime”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:27

Sono macabri e sconvolgenti i dettagli che stanno emergendo dal racconto del pentito Gennaro Notturno (ex esponente della camorra di Secondigliano) e del collaboratore Pasquale Riccio: l’ex camorrista, infatti,  ha parlato dell’omicidio di Giulio Ruggiero avvenuto nel 2005. Notturno spiega che l’omicidio è stato compiuto il 21 gennaio del 2005 poiché la vittima aveva pestato i piedi al clan intromettendosi in un giro di spaccio di droga. Quel giorno Ruggiero fu condotto a Varcaturo in una casa in campagna di proprietà dei boss scissionisti di Secondigliano per un finto carico di stupefacente.

Appena è entrato in casa è stato ucciso con un colpo di pistola quindi con un seghetto il suo corpo è stato ridotto in pezzi: “A quel punto decapitarono la vittima, non so se l’idea fu estemporanea oppure preventivata, mi sembra con un seghetto, e Giovanni Esposito e Salvatore Cipolletta giocarono a pallone con la testa dello sventurato. Sia Esposito che Cipolletta si vantarono poi di aver giocato a pallone con la testa di Ruggiero. Esposito mi disse che nell’appartamento accanto vi erano altri affiliati e qualcuno di loro vomitò pure guardando quella scena”.

Questo raccapricciante omicidio si svolse in un periodo di guerra tra i vari clan della Camorra, un periodo in cui la violenza la faceva da padrona per le strade di Napoli. I clan in contrasto erano quello comandato dai Di Lauro, il cui boss era Paolo Di Lauro (altrimenti conosciuto come ‘Ciro o’ Milionario’) un uomo che aveva costruito una fortuna con il commercio della droga e gli investimenti “puliti”, e quello degli scissionisti di Secondigliano guidati dai boss Raffaele Amato e Cesare Pagano.

F.S.