Treviso, gruppo di extracomunitari tiene in ostaggio un interno treno

Una scena surreale, qualcosa che si pensa non possa mai capitare è quanto accaduto su un treno della linea ferroviaria ‘Venezia-Bassano‘: venerdì sera un’intero treno è rimasto ostaggio di un gruppo di extracomunitari alterati dall’alcol (si pensa che fossero di origine magrebina) finché giunti a Castello di Godego (Treviso) il capo treno ha fermato la vettura e chiamato i carabinieri. A raccontare la vicenda è uno dei passeggeri tenuti in ostaggio dal gruppo di extracomunitari esaltati, il quale si è fatto avanti poiché spera che la sua testimonianza serva a far sì che una simile situazione non si ripeta mai più.

L’uomo ha raccontato di essere salito sul treno con la moglie per tornare a Bassano dopo due giorni alla ‘Biennale‘ di Venezia, il viaggio è andato per il meglio finché giunti a Castelfranco: “E’ salito un gruppo di giovani africani, in particolare magrebini. Erano alterati, probabilmente dall’alcol. Alcuni avevano delle bottiglie di alcolici in mano. Se la sono presa con un giovane. Non so se fosse salito con loro o addirittura facesse parte del loro gruppo. So soltanto che l’hanno spinto ed insultato per più di mezzo treno. Il nostro era uno di quei convogli aperti, non separati dalle porte e quindi, sporgendosi verso il corridoio si poteva vedere tutto. Naturalmente ci siamo tutti impauriti per quel trambusto e soprattutto per l’aggressività ingiustificata di quei giovani. Nel frattempo il treno è ripartito ma gli animi, invece di quietarsi, si sono surriscaldati”.

Il treno ha fatto tappa a Castello di Godego, dove il controllore ha avvisato il macchinista di ripartire finché gli animi non si sarebbero calmati, quindi lo ha invitato a fare rapporto alle forze dell’ordine. Nel frattempo alcuni passeggeri hanno provato a sedare gli animi, ma il loro intervento è solo servito a riaccendere la discussione: “Il punto è che alcuni viaggiatori hanno cercato di calmare gli animi. Ma invece di quietarli, li hanno riaccesi. Ci sono state urla, spinte nei confronti dei passeggeri, qualcuno ha attivato un estintore. C’erano mamme e bambini nel convoglio. Ciò che non capisco è che più volte abbiamo attivato l’impianto di allarme il pulsante di Sos ma non funzionava. Il capotreno è intervenuto ma cosa poteva fare da solo?”. La situazione si è calmata solamente quando sono arrivati i carabinieri ed il gruppo di malintenzionati è scappato. Ma giustamente il testimone si chiede: “Se ci fosse stata una ragazza da sola?”.

F.S.