Sparatoria a Las Vegas: i complottisti puntano il dito contro i comunisti

C’è una parte dei media americani che non riesce ad accettare il fatto che a compiere la strage di Las Vegas non sia stato un terrorista islamico né  un uomo appartenente ad una minoranza disagiata. Ed ecco che inesorabilmente si aziona la macchina cospirazionista che intravede nella sparatoria effettuata da quell’uomo bianco, non l’atto di un folle solitario, ma una manovra costruita  ad arte da una società parastatale a guida comunista, intenzionata a fare emergere un malcontento generale contro il giusto governo di Trump.

Tali affermazioni vengono condivise in diretta da Alex Jones, il quale durante il suo programma ‘Infowars‘ ha sostenuto che la strage di Las Vegas sia il primo passo della sinistra comunista verso una guerra civile che serva a commemorare il centennale della rivoluzione d’ottobre. Ma Jones non si limita ad alimentare gli spettri di una guerra al comunismo anacronistica, aggiunge anche che a suo avviso uno stato sotterraneo ha organizzato la sparatoria per togliere agli americani il diritto di possedere delle armi. Il problema è che le sue affermazioni non erano ironiche e che il suo programma sia stato seguito anche con un certo interesse.

La dimostrazione che le teorie prive di fondamento di Jones non siano state considerate un delirio paranoide si trova all’interno di molti blog di estrema destra ed anche in alcuni commenti sui social. Se possibile ancora più paradossale a riguardo risulta l’intervento di David Knight che, sempre durante la puntata di ‘Inforwars’, aggiunge: “Siamo di fronte ad una nuova guerra civile che punta a destituire il governo”.