“Devi versare 476mila euro” ma era un errore: Equitalia condannata a risarcire un cittadino

Equitalia condannata a risarcire un contribuente per i disagi di ‘sofferenza psicologica’ causati all’uomo dopo una richiesta – ingiustificata – di versamento di una cifra enorme: ben 476mila euro.
Giuseppe, questo il nome dello sfortunato contribuente, ha sottoscritto un mutuo ed ha così scoperto che su di lui pendevano due caselle esattoriali del 2001 e del 2001. Enorme la cifra: 476.441 euro. Ma Giuseppe non capisce da dove vengano quegli enormi debiti, che a lui non sono mai arrivati perché Equitalia aveva spedito le cartelle ad un altro indirizzo.

Comincia un enorme calvario, che nel 2008 arrivata alla Commissione Tributaria provinciale e nel 2010 a quella della provincia.
La Cassazione ha definitivamente condannato il Fisco perché “l’Agenzia delle Entrate ha agito in evidente assenza del titolo a sostegno dell’iscrizione a ruolo” in quanto “il contribuente aveva presentato regolare domanda di condono”.

Il Fisco sapeva della richiesta di condono ma ha fatto orecchie da mercante: secondo i giudici Equitalia “ha comunque disposto l’iscrizione a ruolo, giungendo a disporre lo sgravio solo ad avvenuta instaurazione del giudizio e a ben 5 anni di distanza dalla richiesta di condono”.
La condotta dell’Agenzia delle Entrate e di Equitalia ha prodotto una “condizione di sofferenza psicologica” che richiede un risarcimento: 15mila euro.  

Roversi MG.