“Spiaggia fascista”, i Pm chiedono l’archiviazione: “Nessuna apologia, solo stravaganza”

Non c’era alcuna apologia del fascismo nella bizzarra spiaggia di Chioggia, che i giornali durante l’estate avevano soprannominato ‘spiaggia fascista’. Il lido di Playa Punta Canna, gestito dal 64enne Gianni Scarpa, era sì tappezzato di riferimenti neppure troppo velati al fascismo, sempre in tono scherzoso: ma non si trattava di un pericolo per lo Stato. Così hanno deciso i Pm che hanno indagato l’uomo per apologia di fascismo, ed ora hanno chiesto l’archiviazione. 

I richiami al duce, le frasi utilizzate dal gestore e scritte sui cartelloni non erano affatto a scopo di proselitismo fascista, ma semplicemente espressioni scherzose e bizzarre ma sempre espressioni della personalità del gestore della spiaggia, e del suo libero pensiero. Il procuratore Bruno Cherchi e la pm Francesca Crupi hanno così chiesto l’archiviazione. Ora il GIP dovrà stabilire se chiudere il fascicolo oppure no. 

Del resto anche Gianni Scarpa si era difeso dalle accuse di fascismo piovute durante l’estate, dicendo: “Io non sono fascista, sono amante della pulizia, dell’ordine e della disciplina. I miei clienti mi sostengono. Per terra non c’è nemmeno una cicca. Nessuno si lamenta. La mia è una spiaggia bellissima, pulitissima e ordinata. E poi a casa mia sono liberissimo di esprimere le mie idee”. 

Roversi MG.