Fedeli: “Anche migranti possono fare bidelli”. Sindacati: “Prima i precari, sono in lista da anni”

È braccio di ferro fra il Ministero dell’Istruzione e i sindacati del personale scolastico, dopo che il decreto del ministero dell’Istruzione 640/2017 ha permesso, nell’ambito dell’aggiornamento di terza fascia delle graduatorie Ata per il triennio 2017-2019, l’accesso ai posti anche aicittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello status di protezione sussidiaria”. 

Tra il personale non docente potranno essere assunti anche cittadini extracomunitari. Per iscriversi alle graduatorie basterà il permesso di soggiorno.
I sindacati e in particolare Feder.Ata, Federazione Nazionale del personale non docente, però, non ci stanno. Feder.Ata ha scritto una lettera al ministro dell’istruzione Valeria Fedeli dicendo di non condividere queste posizioni. Nella lettera si dice che “pur nella consapevolezza che negli ultimi anni, in virtù dell’aumento degli ingressi dei cittadini di Paesi terzi (…) si vorrebbe dare a queste persone la possibilità di accedere ai concorsi (…) in tali graduatorie ATA sono presenti molti nostri Colleghi, i quali da anni lavorano e aspettano di trovare una giusta collocazione”.

Chiediamo innanzitutto priorità e rispetto per loro, che da tempo si adoperano quotidianamente per il buon andamento delle nostre Istituzioni Scolastiche” continua la lettera. “Sono precari che hanno già avuto una formazione. E hanno un’esperienza del lavoro, molto delicato, da compiere nella scuola” ha detto Giuseppe Mancuso, presidente Feder.Ata.
“È decisamente irrazionale scavalcare questi precari che attendono da anni e immettere cittadini di altri Paesi che possono avere tutte le qualità e anche titoli equivalenti. Ma non possono avere l’esperienza già maturata sul campo dai precari italiani”.

Roversi MG.