Foglio di via per la figlia del ministro Padoan: aveva aizzato rivolte dei migranti braccianti in Calabria

Associazione semplice finalizzata all’istigazione alla violazione delle leggi”.
Questa è l’accusa con la quale è stata denunciata Veronica Padona, figlia del ministro dell’economia Per Carlo Padoan, in Calabria. Il questore di Reggio Calabria ha fatto partire il provvedimento che la manda via per tre anni da Rosarno, paese calabrese. Ma perché? La Padoan è stata accusata di aizzare le proteste dei migranti che lavorano nei campi e in particolare, una per tutti, di mettere in piedi una protesta contro il trasferimento dei migranti della tendopoli di San Ferdinando – un ghetto di degrado del quale le istituzioni avevano chiesto la chiusura – in una struttura protetta.

La donna, leader di ‘Campagna in lotta’, si prodigò per intralciare il progetto dell’autorità di trasferire gli immigrati in un luogo più decente.
Fu a quel punto che la maggior parte dei migranti stessi, che non avevano intenzione di restare in quel ghetto di sporco, violenza e degrado, si ribellarono contro la Padoan che voleva aizzarli a scendere in piazza contro il trasferimento. In piazza con la Padoan sono scesi pochissimi migranti, e lei è stata denunciata per istigazione a disobbedire alle leggi.

La donna è accusata di aizzare l’esasperazione e la ribellione dei migranti che lavorano nelle campagne calabresi, anziché aiutarli a mediare per trovare un punto d’accordo con le autorità. Davanti alla prefettura di Foggia, urlava “Questo palazzo non serve a un c…” con il megafono.
Ma non più: la misura è colma e il foglio di via è arrivato.

Roversi MG.