Foggia, centinaia di migranti occupano la cattedrale: “Noi sfruttati, vogliamo migliori condizioni di vita”

Circa 200 immigrati a Foggia hanno pacificamente occupato la cattedrale per chiedere ‘condizioni di vita migliori’ e più dignitose. In maggioranza si tratta di braccianti occupati in lavori stagionali, nelle campagne pugliesi.
Gli immigrati, buona parte dei quali si trova accampata al Gran Ghetto fra Rignano e San Severo, hanno esposto anche dei cartelli che però il parroco della cattedrale ha invitato ad abbassare, trovandosi in chiesa.

Inoltre il parroco ha avviato in chiesa il rosario alla presenza degli immigrati, i quali da parte loro hanno chiesto l’aiuto del Papa.Su alcuni cartelli c’era scritto “Siamo lavoratori, non carne da macello”. Sotto accusa, per l’unione sindacale di base, la Regione Puglia che ha tagliato loro l’acqua “costringendoli a vivere in condizioni inumane“.

“Sono 1.637.880.991,74 euro i fondi comunitari Fsr 2014-2020 destinati all’agricoltura pugliese però si continua a sfruttare i braccianti sul piano lavorativo e sociale nelle campagne. Il Presidente della Regione Michele Emiliano non può sgomberare la nostra dignità e i nostri diritti. Anche se siamo migranti, sempre braccianti siamo”.
I migranti, che successivamente sono stati ricevuti dal prefetto, preannunciano la partecipazione allo sciopero generale del 10 novembre e alla manifestazione nazionale del giorno successivo a Roma.

Roversi MG.