Un uomo gay “spinto al suicidio” dopo essere stato violentato da una donna

Un uomo ha descritto come si sia sentito “stuprato” da una donna che lo ha violentemente aggredito sessualmente dopo aver scoperto che era gay.

Il regista Frank McGowan, che ha rinunciato al suo diritto all’anonimato, ha dichiarato di essere rimasto vittima di un Disturbo Post Traumatico da Stress dopo l’orribile attacco di Cheryl Cottrell nel maggio 2015.

I due si trovavano a Glasgow durante una festa in casa. Dopo aver scoperto che era gay, Cottrell cominciò a provarci spudoratamente con lui facendo pure alcuni commenti “disgustosi”. L’uomo, ha dichiarato al ‘The Daily Record‘ che ha cercato di difendersi dalle avances indesiderate della donna, ma quando si piegò a prendere qualcosa, la donna ha “infilato violentemente le sue dita dentro di lui”.

“Non si è fermata e dovetti usare tutte le mie forze per allontanarla da me”, ha dichiarato al giornale, aggiungendo che era stato così forte che stava sanguinando. “Mi sento ancora vuoto, senza speranza e sconvolto. Mi sentivo come l’unico uomo al mondo che stava attraversando le conseguenze di questa violenza disgustosa“.

La Cottrell ha negato l’accaduto durante il processo che si è tenuto a Glasgow, ma ad Agosto è stata riconosciuta colpevole.

In Scozia la definizione giuridica di stupro è data dalla penetrazione con un pene senza il consenso dell’altra persona, il che significa che le donne non possono essere processate per stupro. La donna è stata quindi obbligata a 120 ore di lavoro in comunità.

Frank crede che avrebbe dovuto essere condannata a una pena detentiva, dicendo: “Lei si è solo allontanata per un po’ e io dovrò vivere con quello che ha fatto per il resto della mia vita. Questa esperienza mi ha distrutto. Le cose sono andate così male che ho cercato di togliermi la vita. Per fortuna un amico intimo mi ha fermato all’ultimo minuto, ma non riuscirò mai a superare quello che mi è successo“.

Mario Barba