Marocchino prende a calci e pugni la moglie incinta e le figliolette: “Non volevano pregare”

Finirà a processo un marocchino di 45 anni di Macerata, sposato con un’italiana, che ha picchiato e maltrattato a lungo la moglie e le figliolette perché si rifiutavano di pregare con lui secondo il rituale islamico, ma anche perché la accusava di tradimento. L’uomo, che ha vissuto per anni in un comune in provincia di Macerata, è stato formalmente accusato di lesioni e di maltrattamenti in famiglia.

Una prima ricostruzione della vicenda, avvenuta diverso tempo fa, avrebbe visto il marocchino 45enne picchiare la moglie, aggredendola sia verbalmente che fisicamente di fronte agli occhi dei loro quattro figli. Non solo: la donna, il 15 giugno del 2016, era stata colpita con calci e con pugni anche in pancia, nonostante fosse in stato di gravidanza. Poi l’avrebbe chiusa in casa e le avrebbe impedito di uscire, e di usare il cellulare. Insulti, volgarità, botte ed accuse di tradimento alla moglie, con diverse violenze.

Ora la donna ed i quattro figli si trovano al sicuro, in una struttura protetta, dopo che la donna ha trovato il coraggio di denunciare i maltrattamenti e la situazione da incubo della quale era vittima assieme ai suoi quattro figli, mentre invece per il 45enne si aprirà presto il processo per maltrattamenti in famiglia e per lesioni.

Roversi MG.

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