Dermatite atopica: si può migliorarla con l’alimentazione?

La dermatite atopica (DA), detta anche eczema costituzionale, è una malattia infiammatoria cronica della pelle, caratterizzata da prurito intenso, arrossamenti, vesciche e croste che si manifestano in diverse aree del corpo, in particolare nelle pieghe di mani, gomiti e ginocchia.

Interessa l’un per cento della popolazione ed è maggiormente diffusa tra neonati e bambini.

Studi clinici hanno dimostrato che, accanto ai farmaci impiegati per alleviare i sintomi e all’uso di creme e unguenti per la costante idratazione della pelle, un aiuto, nei soggetti che ne sono affetti, può venire dall’alimentazione.

Nel primo anno di vita la dermatite atopica è associata a intolleranza a latte, uova e graminacee ma, diversamente da quanto si è ritenuto sino a qualche anno fa, la DA non scaturisce affatto da eventuali allergie alimentari (attualmente non si conoscono le cause dell’insorgenza di tale patologia), tuttavia alcuni cibi possono causarne una recrudescenza.

Gli immunologi forniscono un elenco di cibi che, indipendentemente dalle allergie alimentari, causano nei malati di DA un aggravamento dei sintomi.

Pertanto i cibi da evitare o da consumare con parsimonia sarebbero fragole, kiwi, frutta secca in guscio (arachidi, noci, nocciole, mandorle), pomodori, peperoni, agrumi, aceto e sottaceti, cioccolato, crostacei e frutti di mare, tonno, bevande acide quali caffè, vino e superalcolici.

In misura minore possono nuocere anche spinaci, fegato, legumi, funghi, formaggi fermentati (parmigiano ecc.) e albume d’uovo.

L’effetto è esclusivamente connesso alle quantità ingerite e, naturalmente, varia da soggetto a soggetto.

Per contro un’alimentazione ricca di frutta e verdura (per assumere vitamine e sali minerali), pesce, grassi di origine vegetale, fibre e cereali, arricchita da un buon apporto di acqua e da un limitato consumo di bevande zuccherate può giovare, in generale, allo stato di salute della pelle.

MDM

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