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La nuova strategia di Trump: fermiamo l’Iran

La nuova strategia della Casa Bianca nei confronti dell’Iran, che prevede, tra le altre cose, il ritirarsi dall’accordo sul nucleare, lascia uno strascico di dubbi su quelle che potranno essere le conseguenze di nuove alleanze e del voltafaccia all’Onu.

“L’accordo sul nucleare” spiega il presidente del parlamento Iraniano Larijani “non è un accordo bilaterale: è confermato dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, e quindi in primo luogo è un’offesa all’Onu ritirarsi dall’accordo”.

In totale sono sei i punti chiave della nuova strategia approvata da Donald Trump per l’Iran, tra cui un ritorno alle “sanzioni”, la scottante questione del nucleare nonché la rivitalizzazione delle tradizionali alleanze e partnership come baluardo alla sovversione iraniana.

“È il punto d’arrivo di nove mesi di discussioni con il Congresso e i nostri alleati su come proteggere meglio la sicurezza dell’America”, dichiara la Casa Bianca, ribaltando il disgelo attuato da Obama: “L’amministrazione Trump non ripeterà i suoi errori”.

“La nuova strategia Usa per l’Iran punta a neutralizzare l’influenza destabilizzante del governo iraniano e a contenere la sua aggressione, in particolare il suo supporto per il terrorismo e i militanti”, queste le parole di Trump nell’esposizione della strategia, parole che sembrano abbracciare un alleato storico, Israele.

Ma se gli Usa si ritirano dall’accordo sul nucleare iraniano, anche Teheran farà lo stesso, è stata la risposta del presidente del parlamento iraniano Ali Larijani a San Pietroburgo. “Senz’altro, c’è questa possibilità”, ha risposto Larijani ai giornalisti che gli domandavano se Teheran stesse pensando di ritirarsi dagli accordi in risposta a una mossa simile da parte di Washington.

“Come presidente degli Stati Uniti, il mio maggiore obbligo è garantire la sicurezza del popolo americano” ha detto Donald Trump nel discorso alla nazione sull’accordo nucleare iraniano.

M.Valentina Colasuonno