La pubblicità Dove? Non è affatto razzista (e vi spieghiamo perché in due parole) 

La famosa o meglio famigerata pubblicità Dove che negli ultimi giorni sta facendo il giro della rete, provocando la classica indignazione un tanto al kg, è stata completamente falsificata.
Proprio così. Falsificata: agli utenti è stata propinata una parte della pubblicità, non la pubblicità nella sua interezza, e per questo si è creato un malinteso montato ad arte sul razzismo e su altre non meglio precisate problematiche.

Infatti la pubblicità della crema della Dove nella sua interezza mostra sì una ragazza di colore che si toglie la maglietta e ‘diventa’ una ragazza bianca, ma non finisce qui.
Nel fotogramma successivo, che i giornali si sono guardati bene dal mostrare, si vede la ragazza bianca togliersi a sua volta la maglietta e comparire al suo posto una ragazza ispanica, dalla pelle leggermente dorata.

Razzismo anche qui? Pare evidente che la pubblicità di Dove avesse un solo messaggio: questa crema è adatta a diversi tipi di pelle e di carnagione, dalla più chiara alla più scura.
Invece moltissimi giornali, anche dei più autorevoli, hanno volontariamente ignorato la seconda parte dello spot e si sono solo focalizzati sulla parte che vede protagoniste la ragazza bianca e quella nera, facendo così credere agli utenti che lo scopo della pubblicità fosse quello di dire che la crema poteva far diventare una ragazza ‘brutta’ ‘bella’. Un messaggio volontariamente travisato da quasi tutti i giornali, e la Dove ha anche dovuto scusarsi per evitare polemiche. Che però, potrete giudicare voi stessi, appaiono abbastanza infondate.

Roversi Mariagrazia