Per 5 anni prigionieri dei talebani, famiglia torna a casa: il racconto dell’incubo

Un incubo durato ben cinque anni. Sono praticamente tornati a vivere in questi giorni Joshua Boyle e sua moglie Caitlan Coleman, ed insieme a loro anche i tre figli, tutti nati durante il loro periodo di prigionia.

La coppia, infatti, è stata ostaggio di una rete di estremisti vicina ai talebani per circa sessanta mesi. I due si trovavano in vacanza in una zona dell’Oriente, quando è stata rapita dal gruppo di sequestratori. Cinque anni di terrore, fino alla liberazione e al ritorno a casa, in Canada. Joshua e Caitlan sono rientrati nella loro terra d’origine a bordo di un volo Air Canada partito da Londra.

Una prigionia terrificante, come racconta lo stesso Joshua Boyle alla stampa. L’uomo ha riferito che gli estremisti, membri della rete Haqqani, hanno violentato sua moglie durante la detenzione e sono arrivati anche ad uccidere una loro bambina, la quarta figlia, di cui si ignorava l’esistenza.

All’Associated Press, Boyle non ha mancato di lanciare un’accusa al governo statunitense: “I loro interessi non sono i miei interessi”, facendo intendere tutto il suo disappunto sulla politica USA.

Insieme alla coppia e ai tre figlioletti, sul volo Air Canada erano presenti anche membri del personale del Dipartimento di Stato americano.