Berlusconi ad Ischia per il “Pronti a governare”: impasse nautica, terremotati e fedelissimi

Silvio Bersusconi e Francesca Pascale, dopo i festeggiamenti per il matrimonio della sorella di lei erano partiti da Amalfi per Ischia con un’imbarcazione privata.

Condizioni meteo ottimali, ma scatta una probabile avara al motore che fa fare più di un’ora di ritardo all’ex premier. In seguito, il proprietario dell’imbarcazione Gennaro Amato ha precisato all’Ansa: “Non abbiamo avuto nessuna avaria, è stato il presidente Berlusconi a chiedermi di moderare la velocità per rendere più agevole la navigazione a un uomo della sua scorta che ha avvertito un lieve malore”.

Giunto ad Ischia intorno alle 12.45, l’ ex premier è stato accolto da applausi dei simpatizzanti che erano radunati in attesa al pontile da un paio d’ore. Il comitato di fedelissimi di Forza Italia, lì per la kermesse politica del pomeriggio “Pronti a governare”, ha presto cozzato con un comitato agguerrito di terremotati agitanti striscioni, sui luoghi dove ancora insistono le macerie del sisma dello scorso agosto, e dove gli sfollati sono arrivati a quota 1300.
Il leader di Forza Italia ha subito detto la sua:

“Bisogna ricostruire le case distrutte dal terremoto ed essere pronti per la primavera. A L’Aquila Io ricostruii 5639 case in 120 giorni. Qui le case sono molto meno e basta anche un intervento mirato dello Stato di 100 milioni”. Berlusconi ha sottolineato anche la necessità di semplificare gli appalti, ma c’è chi accenna una contestazione: “Non vogliamo passerelle, vogliamo fatti”.

Dopo l’incontro con i terremotati, l’ex premier affronta temi più politici: “Se non ho la maggioranza io mi ritiro, perché è colpa degli italiani se non sanno giudicare chi è capace da chi invece non ha mai fatto niente. Vuol dire che siamo un popolo che non merita nulla. Ma penso che gli italiani avranno buon senso. Un governo di larghe intese? Lo escludo per storia e ideologia”.

M.Valentina Colasuonno