Gran Bretagna, progetto pilota a favore dei senzatetto: giovane ragazzo ottiene una “micro-casa”

 

 

 

 

 

 

 

Un giovanissimo ragazzo di appena 18 anni, Kieran Evans, è stato il primo ad andare a vivere in una “micro-casa” realizzata impiegando contenute risorse economiche ed ispirandosi- per gli interni- agli arredamenti tipici degli yacht. Ci troviamo in Gran Bretagna e questo è stato considerato, nel suo genere, il primo esperimento al mondo realizzato col fine di contrastare i problemi dei senzatetto.

Dopo aver trascorso un anno che Kieran Evans è stato costretto a vivere in strada, giovedì scorso gli sono state consegnate le chiavi della sua nuova abitazione, con la grande speranza che il ragazzo possa ripartire da zero e ricostruire al meglio la sua vita. Kieran Evans è stato temporaneamente ospitato in un ostello e poi in un alloggio temporaneo prima di ottenere questo spazio tutto per sé.

Si tratta di una piccola casetta- realizzata altrove e poi trasportata in loco- con dimensioni contenute ma pensata come fosse un appartamento di lusso e munita di cucina, camera da letto, bagno e di uno spazio dedicato all’intrattenimento. La struttura è sostenuta da un telaio in acciaio rivestito con legno di larice.

Il vantaggio di costruire delle case del genere è che sarà possibile costruirle contenendo i costi: la casa di Evans è costata soltanto 40mila sterline. Gli inquilini delle nuove case dovranno occuparsi di pagare le bollette, l’affitto e di comprare il cibo utile per la propria sussistenza. Questo perché il progetto prevede che ci sia un reinserimento in società di tutti coloro che hanno vissuto per strada e che dovranno imparare a cavarsela ed a rendersi indipendenti.

Per adesso questo delle “micro-case”, chiamate iKozies, è soltanto un progetto pilota. Qualora dovessero esserci dei riscontri positivi, le piccole casette potrebbero essere installate in tutto il Paese ed aiutare a migliorare le situazioni di vita dei senzatetto e tutti quei luoghi dove si sta verificando una crisi abitativa. Non solo: le casette potranno essere utili anche in altri casi, come ospitare studenti e lavoratori. Il progetto è realizzato dalla “Fondazione Homeless”.

Maria Mento