Catalogna, Puidgemont: “Due mesi di dialogo”. Madrid: “Barcellona decida entro giovedì”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:24

Continua il botta e risposta tra il governo centrale di Madrid e quello catalano. Carles Puigdemont è da più parti sottoposto ad una pressione politica che al momento non sembra intenzionato a soddisfare.

Rajoy gli aveva accordato cinque giorni di tempo per dire con “chiarezza” se la Catalogna avesse dichiarato o meno la propria indipendenza, ed oggi Puigdemont ha risposto chiedendo un margine di “due mesi di tempo” per intavolare una discussione politica e tentare una mediazione. Ma Madrid è stata inflessibile: “Non può esserci dialogo al di fuori della legge. Barcellona ha tempo fino a giovedì per esprimersi”  e per uscire da quella che il ministro della giustizia, Rafael Català, ha definito un’assoluta “mancanza di chiarezza”.

Puigdemont ha risposto alle richieste del governo centrale tramite una lettera ufficiale, indirizzata direttamente a Rajoy: “Stimato presidente…” si legge nella missiva. Eppure, il vice premier Soraya Sàenz de Santamaria è stata molto chiara: “Non era difficile rispondere alla nostra domanda – ha commentato -: dichiarate l’indipendenza o no?” Eppure Barcellona prende tempo. La “repressione” denunciata da Puigdemont, quella che ha congelato fondi pubblici, perquisito palazzi del governo catalano, arrestato funzionari, e tentato di “sabotare” il referendum del 1 ottobre, gli ha dato tempo fino a giovedì, prima di procedere con l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione e sospendere l’autonomia catalana. A quel punto la repressione, per Puigdemont, potrebbe essere solo una questione di ore.

Giuseppe Caretta