Cervello: come convincere coloro che non sono d’accordo con noi

Se pensate che per convincere qualcuno di essere dalla parte del torto sia sufficiente essere colui che urla di più siete in errore.

Come l’esperienza quotidiana insegna, infatti, non c’è nulla di più controproducente per far cambiare idea ad una persona che attaccare le idee che egli difende. Perchè si susciterà in lui un vago senso di difesa delle proprie posizioni, dalle quali spesso facciamo discendere buona parte della nostra identità. Ed allora, per tirarci via d’impaccio, arrivano i consigli di un pensatore del XVII secolo, un nome di quelli fra i più noti e rispettati al mondo: Blaise Pascal.

Il fisico e matematico francese, infatti, già 350 anni fa aveva stilato dei piccoli trucchi per “raggirare” il proprio avversario dialettico. Aveva infatti scritto in merito: “Quando vogliamo correggere a nostro vantaggio una posizione erronea sostenuta da terzi, dobbiamo notare da quale lato poggi la sua opinione, perché questo lato è di solito vero. E dobbiamo ammettere che la verità sia dalla sua parte, solo per potergli rivelare che l’altra parte del suo ragionamento è falso”.

“Ora – scrive ancora Pascal -, nessuno si offende di non vedere tutto, ma non piace a nessuno essere in errore, e ciò forse deriva dal fatto che l’uomo naturalmente non può vedere tutto, e che naturalmente non può non essere in errato il lato che egli osserva, perchè le prcezioni dei nostri sensi sono sempre vere”.

Per concludere: “La gente è persuasa molto meglio dalle ragioni di colore che hanno scoperto come entrare nella mente degli altri”.