Giulia Bongiorno e le scorciatoie nel mondo dello spettacolo: “Non è violenza carnale”

Giulia Bongiorno, nota avvocatessa siciliana, impegnata da anni a fianco di Michelle Hunzicker nella tutela delle donne vittime di violenza (anche attraverso una onlus, ‘Doppia Difesa’, fondata proprio con la showgirl svizzera) si è espressa in un’intervista rilasciata a ‘Il Giornale’ circa il tema più caldo degli ultimi giorni, quello relativo alle donne costrette a piegarsi al volere di uomini di poter per ottenere vantaggi professionali (nello specifico, tutto è nato dalle accuse mosse all’impresario hollywoodiano Harvey Weinstein, al centro di una – decisamente meritata – gogna mediatica da ormai oltre una settimana)

La Bongiorno ha quindi deciso di fare un importante distinguo: “Mettiamo una cosa in chiaro: se una donna mossa da ambizioni di carriera sceglie, mossa da questa ambizioni, di accettare quello che chiede l’ uomo anche se non ne ha particolarmente voglia, siamo di fronte alla ricerca di scorciatoie, non a una violenza carnale“.

Accanto a questa considerazione (che ricalca il pensiero di molti ma che – a mio avviso – tende a decentrare il problema, che sarebbe quello di un sistema errato in sé, laddove alla donna vengono richieste eventuali performance sessuali per fare carriera), la Bongiorno ha comunque appoggiato la scelta di Asia Argento e delle altre attrici che hanno deciso di denunciare quanto accaduto (sia pur 20 anni dopo): “Non hanno affatto torto, fanno benissimo. Perché quello che è mancato loro, ed è una assenza decisiva, è la possibilità di scegliere, di dire di no. Se non c’ è libertà reale di autodeterminazione allora sì che c’ è violenza, esattamente come nei casi di sopraffazione fisica. A me non sta simpatica la Argento, ho sempre trovato le sue provocazioni forme di trasgressione fine a se stessa più che di arte. Ma oggi viene messa in croce e non creduta solo per il personaggio che è, e questo è inaccettabile“.

E circa il fatto che le denuncie giungano a 20 anni dai fatti, la spiegazione della Bongiorno è assolutamente razionale: “Il fatto che abbia subito e non denunciato non mi stupisce affatto, perché lui era un uomo potente e perchè all’epoca nessuna vittima denunciava. Stiamo parlando di vent’ anni fa, e il clima era quello: non si denunciava per vergogna e perché si temeva di non essere credute”.

R.D.V.