Polonia: 1 milione di persone al rosario contro l’islamizzazione. L’arcivescovo: “Via i preti anti-migranti”

L’arcivescovo metropolita di Gniezno (Polonia), monsignor Wojciech Polak, vuole ‘rimuovere tutti i preti polacchi’ che siano ‘contro i migranti’. Queste sono le scioccanti parole dell’arcivescovo in risposta all’iniziativa che si è tenuta qualche giorno fa in Polonia: almeno un milione di polacchi si sono dati appuntamento sulle frontiere della loro nazione, per recitare un rosario in difesa della tradizione e delle radici cristiane della Polonia, e contro l’islamizzazione e l’obbligo che l’Unione Europea vuole imporre di una quota di immigrati.

L’arcivescovo di Cracovia Marek Jedraszewski aveva detto  a riguardo dell’iniziativa del rosario che ha riscosso un grande successo “È necessario tornare alle radici cristiane della cultura europea se vogliamo che l’Europa rimanga Europa”.
Le opposizioni avevano condannato l’evento di preghiera che però ha riscosso un’adesione enorme in Polonia: il ‘muro spirituale’ di un milioni di fedeli ai confini della Polonia però non è piaciuto in primis alla Chiesa. 

Wojciech Polak ha minacciato di ‘sospendere a divinis’ qualsiasi sacerdote cattolico che in futuro prenderà parte a manifestazioni contro i migranti. Il riferimento, neppure velato, è a quella manifestazione del 7 ottobre che ha chiamato a raccolta tanti polacchi. “Se dovessi avere notizia di una protesta contro i profughi alla quale i miei preti dovessero aver partecipato, la mia risposta sarà rapida: ogni sacerdote che si unisce a queste manifestazioni sarà sospeso”.
Un segno di profonda spaccatura nella Chiesa.

Roversi MG.