Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca “Mio padre ucciso da Kabobo, nullatenente: ora la beffa del risarcimento statale,...

“Mio padre ucciso da Kabobo, nullatenente: ora la beffa del risarcimento statale, che amarezza”

È amareggiato Andrea Masini, figlio di Ermanno Masini, 64 anni, una delle vittime di Kabobo in quel drammatico maggio del 2013. Quel maggio in cui Adam Kabobo, immigrato clandestino del Ghana con precedenti penali, imbracciò un piccone ed una mannaia e massacrò per strada Ermanno Masini, 64 anni, Alessandro Carolé, 40 anni, e Daniele Carella, solo 21, che vendeva giornali per strada.

Ma oltre al dolore per una strage senza senso (Kabobo dichiarò di sentire delle voci, ma i giudici lo condannarono comunque ritenendolo capace d’intendere e volere) c’è anche l’amarezza per il mancato risarcimento.
O meglio: lo Stato ha previsto un Fondo indennizzi per risarcire le vittime di reati violenti commessi da chi, come Kabobo, è nullatenente e quindi non può risarcire le vittime.
Peccato che le cifre per i risarcimenti siano talmente irrisorie da sembrare quasi una presa in giro. Un esempio? Risarcimento da 3mila euro per i feriti, 7.200 euro per i parenti dei defunti, meno di 5mila euro per uno stupro. Certo, non sono i soldi a rincuorare della perdita di una persona cara ma, soprattutto quando si perde una persona che lavorava in famiglia, possono aiutare a superare la tragedia senza avere preoccupazioni economiche.

Invece le vittime del folle Kabobo, oltre alla sofferenza di aver perso i loro cari senza uno straccio di perché, devono anche scontare la colpa di essere le vittime di un nullatenente che non darà loro neppure un euro (nonostante il giudice abbia deciso che il risarcimento che Kabobo deve a Masini sia di 200mila euro). Ma lo Stato, del canto suo, non fa di meglio. “La perdita di mio padre ovviamente non si può quantificare, però anche in termini pratici la cifra non si avvicina nemmeno a quanto ho speso in questi anni. In realtà preferirei che non mi venissero dati, sarebbe quasi una mancanza di rispetto” dice Masini.

Anzi, le spese legali per mandare in carcere l’assassino di suo padre le ha pagate proprio Masini. “Ho dovuto sostenere ingenti spese legali, per le perizie psichiatriche, per fare in modo che questa persona potesse andare in carcere. Ma lui è nullatenente e nessuno le ripagherà, nonostante la condanna”.
Il figlio di Masini, Andrea, però, non si accontenta dei soldi. Vuole risposte più concrete. “L‘uomo che ha ucciso mio padre era un immigrato irregolare, con precedenti penali, che aveva già dimostrato una forte tendenza alla violenza. Non era una brava persona. Qualcuno mi deve dare risposte sul perché fosse in giro”. E come dargli torto?

Roversi MG.