Home Notizie dal territorio Castelli romani: un altro caso di cane impalato, nel centro cittadino

Castelli romani: un altro caso di cane impalato, nel centro cittadino

A inizio ottobre, una passeggiata di due escursionisti nel bosco di Rocca di Papa, nella zona tra Campi d’Annibale ed il Vivaro, si era trasformata in un incubo: i due si trovarono davanti agli occhi un cane morto, impiccato al tronco di un albero.

Purtroppo il caso non è rimasto isolato, e una scena di così innaturale violenza si è ripetuta stamattina, in una zona poco distante dal bosco del primo episodio. Il comune interessato è Rocca Priora, nei Castelli romani, nel cui centro cittadino (sotto l’arco d’ingresso della città) è stato rinvenuto, stamattina, il corpo di un giovane cane lupo inchiodato a dei pali di legno.

Sono in corso accertamenti per chiarire le cause della morte del povero animale: al momento l’ipotesi più probabile è che il cane lupo sia stato ucciso, forse avvelenato, e solo successivamente inchiodato per una delle zampe posteriori a un palo. In entrambi i casi, si dovrà indagare sulle ragioni di questa insensata crudeltà, ma qualche sospetto c’è e riguarderebbe una protesta di alcuni pastori di pecore. Infatti, nella zona si sarebbero verificati diversi attacchi a greggi di pecore ultimamente.

Sul caso indagano i carabinieri di Rocca Priora, ma l’assassino ha lasciato un biglietto da visita vicino alla carcassa del povero animale: una via di mezzo tra una poesia di Trilussa e uno stornello romano, a firma di un sedicente Pasqualino Maraja, nome probabilmente preso dalla celeberrima canzone del 1958 di Domenico Modugno. Nel testo, l’autore se la prende sostanzialmente con l’autorità che protegge i malviventi ma non protegge i greggi di pecore dagli attacchi dei lupi.

Il corpo del povero animale è stato preso in cura dal servizio veterinario della Asl Roma 6, per effettuare esami autoptici.

M.Valentina Colasuonno