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La Tunisia apre le carceri, i detenuti partono per l’Italia. “La guardia costiera ci fa passare”

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Lo dice senza peli sulla lingua, lo scafista che per 400 euro traghetta gli ex detenuti tunisini sulle coste italiane: “La Guardia costiera ci fa passare”.
Avete capito bene: ex detenuti, liberati dall’indulto dalle carceri tunisine, pagano 400 euro o poco più per farsi traghettare fino alle coste italiane, soprattutto Lampedusa e Sicilia meridionale.

In trenta alla volta, caricati ora sulle barche degli scafisti ora su quelle dei pescatori, i tunisini vengono in Italia.
Il 23 luglio in Tunisia sono stati liberati 1645 carcerati, altri 1027 il 13 ottobre. Sono usciti dalle carceri di Mournaguia, Borj Amri e Siliana, troppo affollate per garantire anche solo condizioni di vita minimamente accettabili. Il presidente della repubblica tunisina Beji Caid Essebsi, un ex avvocato, concede indulti ogni anno.”.
Loro fanno indulti, i loro carcerati vengono da noi. Come avvenuto a Lampedusa, dove cittadini e sindaco hanno denunciato una vera anarchia causata dai tunisini che fanno ciò che vogliono. L’argomento, però, è tabù: per ‘non gettare ombre sull’accoglienza’.

Gli scafisti parlano chiaro: trasportano giovani, famiglie, donne ma “La maggior parte, però, sono ventenni. Quelli che escono dal carcere sono quasi tutti consumatori di droga. Nessuno li prende più a lavorare, per questo se ne vogliono andare”. Dove? In Italia, naturalmente.
“Poi dall’Italia rimbalzano i racconti di quelli che ce l’hanno fatta, che subito vengono inviati sui social network”. Come aveva denunciato la Meloni.

“Su Facebook c’è una pagina che si chiama «Haraka Jamaia» con 2100 iscritti, il cui titolo significa: «Immigrazione illegale collettiva». L’obiettivo è cercare di organizzare partenze simultanee da diversi punti della costa tunisina, in modo da rendere impossibile il lavoro delle motovedette della guardia costiera. Sempre su Facebook c’è il video girato da un migrante in cui, in mezzo al mare, riceve il via libera da una motovedetta”. Tutto questo avviene sotto gli occhi di tutti, in un Paese sempre più inondato dalla criminalità. E nessuno ferma l’immigrazione clandestina degli ex carcerati dalla Tunisia all’Italia. 

Roversi MG.