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Lionel Messi e l’ombra delle minacce sui Mondiali del 2018 in Russia. L’Isis mette paura

 

 

 

 

 

 

 

 

Una nuova minaccia dell’Isis si abbatte sul mondo occidentale e, questa volta, colpendo tramite canali diversi: quelli sportivi. Sotto tiro ci sarebbero, appunto, i prossimi Mondiali di calcio che si svolgeranno in Russia nell’estate del 2018.

Il protagonista della nuova campagna del terrore portata avanti dallo stato islamico è il fuoriclasse argentino Lionel Messi, punta del diamante del club spagnolo del Barcellona e vincitore di numerose competizioni sportive e di ben cinque Palloni d’oro, conquistati quasi tutti nell’eterno testa a testa con il collega Cristiano Ronaldo.

L’Isis ha diffuso un fotomontaggio in cui si vede il primo piano del busto di Messi rinchiuso in una prigione e vestito con una tuta da carcerato. Da dietro le sbarre Messi piange sangue da un occhio. Accanto all’immagine del calciatore, sulla destra, compare l’inquietante scritta in lingua inglese: “You are fighting a state that does not have failure in it’s dictionary”. L’Occidente starebbe quindi combattendo contro uno stato che non annovera la parola fallimento nel suo dizionario. L’immagine è stata veicolata grazie alla Wafa Media Foundation.

La paura di uno o più attentati, che potrebbe risultare più che concreta, si sta insinuando nelle menti degli organizzatori del Mondiale, e di tutti i partecipanti a diverso titolo, anche grazie ad altre immagini realizzate dagli jihadisti e circolanti sui social media, come quelle che mostrano un combattente con in mano una bomba e sullo sfondo uno degli stadi in cui si svolgeranno alcune partite della competizione.

Ancora, un’altra immagine è stata pubblicata dal Sun e riguarda lo stadio dove si giocherà la finale del 15 luglio 2018; in questo fotomontaggio lo stadio Luzhniki appare osservato da un combattente dell’Isis. Last but not least, un’altra immagine che raffigura il logo scelto per il Mondiale russo accompagnato dalle parole “Vi aspettiamo” scritte in lingua araba. C’è da prevedere, viste queste spaventose premesse, che l’allerta antiterrorismo per l’evento in questione sarà massima.

Maria Mento