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I Jihadisti partiti dalla Francia per unirsi all’Isis continuano a percepire i sussidi sociali ogni mese

Due milioni di euro. Secondo il giornale francese Le Figaro, a tanto ammonterebbe la cifra totale dei sussidi per la casa o per la disoccupazione che la Francia ha continuato ad erogare a terroristi che sono partiti dalla Francia per raggiungere l’Isis in Siria e Medio Oriente.
Sembra incredibile, ma è così: la Brigata specializzata nella caccia ai finanziamenti del terrorismo ha calcolato che il 20% dei combattenti per l’Isis con passaporto francese, che sono andati a combattere in Siria ed Iraq per lo Stato Islamico, hanno continuato a intascare i sussidi sociali pagati dallo Stato. 

Sono quindi soldi, pagati con le tasse dei francesi, che hanno contributo a foraggiare lo Stato Islamico. Lo stesso Stato Islamico che ha rivendicato la carneficina di Parigi nel 2015, o di Nizza, e tante altre in Europa e nel mondo. Una notizia che fa davvero accapponare la pelle.
I servizi dell’antiterrorismo ed Europol stanno indagando proprio su questo fatto assurdo.

I sussidi vengono prelevati dalle famiglie vicine ai terroristi dell’Isis, ed anziché servire per gli scopi sociali previsti, vengono inviati in Siria o Iraq dove hanno foraggiato il sostentamento dei terroristi direttamente là dove combattevano. 190 finora le persone identificate, solo in Francia, che inviavano questi soldi dello Stato ai combattenti. D’altronde, come per la mafia, anche per l’Isis vale la stessa cosa: se vuoi capire dov’è, follow the money, segui i soldi.

Roversi Mariagrazia

Vogliono distruggere la Francia, però approfittano del suo sistema di welfare…

Il 20% dei combattenti per l’Isis con passaporto francese, secondo Le Figaro,, hanno continuato a intascare i sussidi sociali pagati dallo Stato