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“Non sei una donna, ma un’asina”. Assolto perché in Marocco ‘è legale trattare così la moglie’

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I maltrattamenti sulle donne, in Marocco, nella forma di insulti fra marito e moglie, sono comuni e quindi legali. Per questo – per quanto assurdo possa sembrare – un marocchino di 48 anni residente a Feltre è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti e lesioni. La notizia, riportata da Il Gazzettino e da altre testate, rivela una storia davvero assurda.

Una donna marocchina di 41 anni si è rivolta all’avvocato per denunciare il marito A.L., connazionale, di maltrattamenti e lesioni. La donna ha raccontato che il marito si rivolgeva a lei dicendole “Stai zitta, tu non sei la mia donna, sei la mia asina e come l’asina devi subire in silenzio”.
Ha raccontato che viveva una vita d’inferno, e sperava probabilmente che il giudice le desse ragione, condannando il marito, difeso dall’avvocato Raffaele Addamiano. Il PM, per l’uomo, aveva chiesto tre anni di galera.

Purtroppo poi nello stesso processo la donna ha ritrattato quanto dato contro il marito. Infatti l’uomo è stato assolto.
La difesa del marocchino ha detto che “Non c’è nessun certificato medico o di struttura per donne maltrattate”. Eppure, all’epoca, fu il figlio minore della coppia a chiedere aiuto: evidentemente qualcosa era avvenuto, ed anche di grave.
Nei testi del processo si legge che in “Marocco quando si litiga si usa così: la donna viene chiamata asina e lei a sua volta si rivolge all’uomo dandogli dell’omosessuale”. Ed è stato assolto.

Roversi MG.