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Caso Yara, Bossetti festeggia il compleanno in carcere. Intanto emergono intercettazioni agghiaccianti

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Scarso pudore nelle parole di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio ed intercettato durante i colloqui – avvenuti nel 2014 – con la moglie in carcere: “La nostra quota è sempre sui 25, 25 mila euro a Matrix, (…) mi conoscono in tutta Italia eh. Il mio è il caso più pagato fuori dalla Elena Ceste…”.

Le frasi vengono riportate da Blitz e sono riprese dalle motivazioni della sentenza della Corte d’Assise d’Appello, depositata lo scorso 26 ottobre e mostrano un Bossetti più interessato al facile guadagno e alla notorietà (giunta sulla pelle di una ragazzina uccisa) che alla dimostrazione della sua (presunta) innocenza.

I soldi, in realtà, sarebbero serviti per pagare le spese legali, come testimoniato da ulteriori intercettazioni: “Gliel’ho detto, quelli che mi arrivano di Matrix, glieli giro a loro. Sai quanti vorrebbero assumersi il mio caso?. Il primo mese ‘non si preoccupi lavoro gratis’, il secondo devo pagare”.

Proprio queste parole hanno portato i magistrati a condannare il carpentiere bergamasco, motivando in questa maniera: “Stanno parlando del vantaggio economico che possono trarre dal processo con memoriali e ospitate tv poi effettivamente avvenute. L’atteggiamento di Bossetti non è certo quello di una persona disperata che proclama la sua innocenza (…..) ma quello di chi cerca di gestire a suo vantaggio il clamore mediatico sorto da tale vicenda”.

Intanto, Bossetti festeggia il proprio compleanno in carcere coi propri cari, la moglie Marita Comi, i tre figli (Nicolas di 16 anni, Alice di 13 e Aurora di 11) e la sorella gemella Laura Letizia, che ha raccontato a ‘Teleolmbardia’: “Non sarà certo un bel compleanno, ma lui non può rimanere solo. Massimo ti voglio bene, sai che lotteremo fino alla fine. Non ti preoccupare non sei solo, lotta, lotta, lotteremo insieme. Come sei entrato uscirai anche da quel cancello a testa alta, con la tua dignità. Troveremo i veri colpevoli”.