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I vip di casa nostra nelle mani di santoni e sette: le rivelazioni di Michelle Hunziker

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Una vita apparentemente perfetta” è l’ultimo libro (edito da Mondadori e disponibile in tutte le librerie) nel quale la showgirl svizzera, ormai italianissima, Michelle Hunziker ha raccontato un lato buio della sua vita. Per anni la Hunziker è stata vittima di una setta e di una santona, chiamata Clelia, che le stavano rovinando la vita. Michelle si è confessata anche per mettere in guardia i giovani e per ribadire l’importanza della famiglia come unica vera guida nella vita di ognuno.

La Hunziker è stata per cinque anni succube della santona Clelia, la quale l’ha plagiata e convinta ad allontanarsi della persone care. La santona sosteneva, infatti, che la Hunziker fosse circondata da persone negative di cui la donna doveva assolutamente liberarsi. Situazioni che non hanno mancato di danneggiare il suo rapporto– per fortuna recuperato anche per il bene di Aurora- con Eros Ramazzotti, diventato proprio in quel periodo suo ex marito. A quanto sembra, nelle grinfie della setta sono caduti anche altri personaggi di spicco, come magistrati e direttori di giornale, poi tutti allontanati per concentrarsi solo sulla Hunziker. Nel 2006, nonostante le minacce ricevute, Michelle è riuscita a mettersi alle spalle quel periodo difficile.

Emergono altri dettagli agghiaccianti sulla setta a cui la Hunziker si era legata. In particolare, l’esistenza di alcune regole rigide a cui gli adepti dovevano sottostare e che prevedevano: un’igiene maniacale del proprio corpo anche attraverso il cibo e l’astinenza dal sesso (a scopo purificativo), la cena del venerdì che aveva lo scopo di incanalare negli adepti le energie dei defunti, l’allontanamento delle persone care (la Hunziker non vedeva più la madre), e l’espiazione di colpe con punizioni imposte. Chiunque avesse voluto allontanarsi dalla setta subiva minacce. Inoltre, la persona veniva annullata in tutto e per tutto: i meriti personali di ogni adepto venivano ricondotti alla setta, senza la quale non si era nessuno.

Maria Mento