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Cordata di architetti e ingegneri acquisterà l’isolotto di Capo Passero, proteste degli ambientalisti

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Entusiasmo dal mondo politico locale, rabbia e proteste da quello degli ambientalisti, in merito al destino dell’isolotto di Capo Passero, una porzione di terra circondata dal mare nota per la sua tonnara ma sulla quale ben presto potrebbe apparire un resort di lusso. Stando a quanto emerso infatti, l’isolotto nella provincia di Siracusa, in Sicilia, verrà acquistato da una cordata di architetti ed ingegneri del nord Italia, ovvero di Mantova e la compravendita sarrebbe ormai giunta alle sua fasi finali poichè sarebbero già stati firmati con Francesco Bruno di Belmonte, proprietario dell’isola, i preliminari di vendita. Mancherebbe dunque soltanto la stretta di mano finale per concretizzare un accordo che consentirà agli investitori di costruire sull’isola di Portopalo di Capo Passero un resort di lusso con ben 128 camere.

 

E se il primo cittadino Giuseppe Ferdinando Mirarchi considerà l’accordo una grande opportunità, non la pensano allo stesso modo gli ambientalisti secondo i quali sull’isolotto non si dovrebbe assolutamente costruire. Intanto si attendono le ultime autorizzazioni che daranno il via libera all’acquisto entro poche settimane, come assicurato dai progettisti. La cifra che la cordata verserà al venditore dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 milioni di euro: i professionisti hanno raccontato di essere rimasti colpiti da Capo Passero durante una vacanza nella zona e di aver pensato di acquistarlo a fronte della presentazione di un progetto.

Dopo due anni per richiedere le dovute autorizzazioni, entro poche settimane il loro sogno potrebbe diventare realtà: verranno realizzate 18 suite nei vecchi magazzini della tonnara, oltre ad un ristorante, mentre nella tonnara nasceranno 110 stanze, insieme ad un centro benessere, ad un bar, al ristorante, al solarium e alle piscine. Sulla questione è intervenuta anche la Soprintendenza ricordando che tonnara e magazzini sono tutelati dal Piano paesaggistico e che dunque, a fronte delle autorizzazioni rilasciate dalla stessa Soprintendenza di Siracusa e dal comune, non è possibile realizzare nuove costruzioni ma solo riqualificare quelle già esistenti. Da Legambiente Sicilia è stata manifestata perplessità non tanto sulla riqualificazione quanto sulla destinazione d’uso dell’antica tonnara, che andrebbe di fatto a cancellarne la memoria storica. Mentre il sindaco Mirarchi parla di un’avventura imprenditoriale che rappresenta, per il territorio, una “grande opportunità”.

Daniele Orlandi