Home Tempi Postmoderni Animali & Ambiente Innalzamento mari: secondo le stime recenti alcune città costiere sarebbero in pericolo

Innalzamento mari: secondo le stime recenti alcune città costiere sarebbero in pericolo

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha pubblicato l’annuale resoconto sulle concentrazioni di CO2 nell’atmosfera. I risultati degli studi hanno confermato che la concentrazione del gas è in continuo aumento e nel 2016 è stato raggiunto un nuovo picco massimo: la CO2 (principale responsabile dell’effetto serra a lunga durata), infatti, ha raggiunto lo scorso hanno le 403,3 parti per milione contro le 400 dell’anno precedente. Il costante innalzamento delle concentrazioni del gas nell’atmosfera porta ad un innalzamento consequenziale delle temperature sia sulla superficie terrestre che di quelle degli oceani (fenomeno che porta allo scioglimento dei ghiacciai). L’aumento delle temperature degli oceani, oltre a causare l’estinzione di molte specie che vivono nelle profondità marine, potrebbe avere un effetto catastrofico anche per le città costiere di tutto il mondo.

Quest’ultima ipotesi non è solo frutto di una visione catastrofica della situazione ambientale attuale, ma una riflessione ponderata e poggiata su studi recenti che dimostrano che già in passato ci sono stati innalzamenti bruschi del livello del mare in seguito a fenomeni atmosferici. Suddetti studi sono il risultato degli studi fatti sul fondale del Golfo del Messico: analizzando resti fossili gli studiosi sono giunti alla conclusione che circa 12 mila anni fa (al termine dell’ultima glaciazione) il livello del mare si è innalzato bruscamente costringendo la barriera corallina a retrocedere verso l’interno per formare delle terrazze. Questo arretramento si è reso necessario per la sopravvivenza della barriera stessa poiché i coralli necessitano di un habitat che si trova nelle zone in cui le acque sono meno profonde. Stando a quanto affermato dagli studiosi della Rice University di Houston, proprio le terrazze formate dalla barriera corallina a largo del Texas sarebbero la dimostrazione dell’innalzamento improvviso del livello del mare 12 mila anni fa.

Questi risultati dimostrano che un surriscaldamento del clima induce allo scioglimento improvviso dei ghiacciai ed all’innalzamento del livello del mare, stime recenti attestano questo innalzamento a 189 centimetri entro il 2100, ovvero all’incirca 19 millimetri all’anno. Se le previsioni dovessero avverarsi saremmo di fronte ad uno scenario preoccupante. Per questo motivo il primo punto in oggetto alla prossima conferenza sul cambiamento climatico dell’ONU che si terrà dal 6 al 17 novembre a Bonn in Germania.

F.S.