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Rebibbia nella storia: celebrato la prima unione civile tra detenute

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Lo scorso 26 ottobre nella sezione femminile della casa circondariale di Rebibbia (Roma) è stato celebrata l’unione civile tra Adriana e Camila, entrambe detenute per spaccio di droga. La cerimonia si è tenuta all’interno dello stesso carcere in presenza dell’assessore di Roma Capitale Daniele Froggia, del Garante dei detenuti del Campidoglio Gabriella Stramaccioni, del cappellano di Rebibbia ed ovviamente dei parenti delle due detenute. Si è trattato di una celebrazione sobria e semplice in cui è stata premiato il desiderio di unirsi legalmente delle due detenute.

Adriana è una ragazza di 25 anni nata in Polonia, ma residente in Italia sin da giovanissima età, che è stata incarcerata nel 2015 per possesso  di sostanze stupefacenti con finalità di spaccio. Camila (29 anni), invece, è nata in Brasile (dove ha famiglia ed un bambino avuto da una precedente relazione eterosessuale), ma trasferitasi in Italia è stata arrestata una prima volta per simili imputazioni. Qualche mese fa le due ragazze hanno capito di amarsi sinceramente, ma il loro amore è stato ostacolato dalla scarcerazione di Camila. Poi però, per un cumulo di reati, la brasiliana è stata incarcerata nuovamente a Rebibbia e proprio in seguito al ritorno tra le sbarre le due hanno deciso di chiedere l’autorizzazione di unirsi civilmente.

Adesso che il loro sogno si è realizzato, le due donne pensano al proprio futuro al di fuori della struttura carceraria: Adriana, infatti, uscirà nel 2019, mentre Camila tra qualche mese. Quest’ultima, in attesa che la compagna esca di prigione, cercherà lavoro e chiederà alla famiglia di portare il figlio in Italia: “Voglio portarlo qui -dice la detenuta- lui sa di Adriana, di questa amica speciale che gli ha spedito il pallone autografato di Cristiano Ronaldo. Non permette a nessuno di toccarlo”.

F.S.